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L'umorismo è il solletico al cervello: inaugurata la rassegna nazionale Campaniliana

di Valentina Leone

In un affollato e splendido Auditorium della Casa della Cultura e della Musica, sabato 21 ottobre si è dato avvio ai nove giorni della Rassegna Nazionale “Campaniliana” per celebrare, con una programmazione molto densa, i quarant’anni dalla scomparsa di Achille Campanile. A inquadrare l’intera iniziativa, attraverso un’immersione diretta nelle opere e nella drammaturgia di Campanile, il Convegno “Umorista sarà lei” preceduto e chiuso da due esibizioni teatrali. Il Laboratorio “Centostorie” di Velletri, per la regia di Carla Petrella, ha aperto la serata con una selezione di brani tratti dalla produzione teatrale campaniliana, iniziando con La rivolta delle sette e passando per le bravi quanto fulminanti Tragedie in un due battute, fino ai paradossi della celebre Acqua minerale. Queste pieces sono state recitate con estrema professionalità e bravura da Helenia Brunetti, Betty Bianchini e Carla Petrella. Un accesso privilegiato nel multiforme universo campaniliano che ha ben introdotto all’inizio del convegno, coordinato da Rocco Della Corte, il quale ha salutato la numerosa platea, ricordando che la scelta dei luoghi della rassegna, alla sua prima edizione, è stata dettata dal fatto che in contrada Arcioni, sul confine tra Velletri e Lariano, Campanile trascorse i suoi ultimi anni mai abbandonando il mestiere di scrivere. La parola è passata a Gaetano Campanile, figlio dell’autore, che ha portato la propria testimonianza sulla figura paterna da una prospettiva che, oltre allo stimato intellettuale, ha fatto scorgere uno spessore umano non in contrasto con la vena (non si faccia confusione con la «avena», per riprendere uno degli aforismi campaniliani), propria degli artisti. Sul palco sono intervenuti anche brevemente Silvio Moretti e Angelo Cannatà, curatori della raccolta di scritti inediti e dispersi Grazie, Arcavolo! (edizioni Aragno, 2017) che sarà presentata il 28 ottobre, sempre nell’Auditorium, alle 17,30. Tra i relatori primo a parlare è stato Giorgio Montefoschi, scrittore e critico letterario, che ha rievocato le sue prime esperienze nel mondo letterario, vissute a stretto contatto con la genialità di Campanile e la sua famiglia, costituita dalla moglie Pinuccia e dal figlio Gaetano - il «vero capolavoro» come Achille lo definiva in alcune dediche dei suoi libri - di cui ha ricordato il gusto per gli scherzi fin dalla più tenera età. Gli aneddoti di Montefoschi, tra i quali quello evocativo della casa a Nettuno – tanto voluta da Campanile per la vicinanza al mare, ma dalla quale neanche una vaga presenza di acqua si scorgeva, hanno fatto premessa sul “personaggio” Campanile, affrontato da Arnaldo Colasanti, scrittore e critico letterario, con un’ottica più aderente alla produzione campaniliana e alla suo impatto nel Novecento. Interessante è stato il tentativo di risposta alla domanda sottesa all’intero intervento, sulla tipologia di umorismo proposta negli scritti di Campanile e sulla sua percezione da parte delle nuove generazioni, non più abituate a una battuta caustica che scava nel linguaggio e insieme al sorriso sulle labbra lascia un rovello nella mente. Le considerazioni di Colasanti sulla lingua di Campanile, sempre curata e attenta allo scollamento di significati in un medesimo significante, hanno evidenziato la capacità di rendere il carattere provvisorio del senso di ogni parola, preparando la lettura del racconto Le seppie coi piselli interpretata in maniera magistrale da Piera Degli Esposti, intensa e talentuosa come sempre, che a Campanile ha voluto riconoscere l’essersi scoperta anche attrice “comica”. L’intervento del regista Vito Molinari ha completato la panoramica sulla poliedrica attività intellettuale di Campanile, riportandola al suo primario carattere militante e di presa sul presente, come ha dimostrato l’attraversamento di stroncature espresse da Campanile in merito a celebri programmi, come “Canzonissima”, e ai pareri critici sui principali volti televisivi del tempo ai quali neanche Mina, con la sua coreografia ripetuta adatta per ogni brano, è saputa sfuggire. Un nuovo passaggio dalla figura e produzione di Campanile alla voce dell’opera stessa è avvenuta in chiusura, con la presentazione di un estratto da Visite di condoglianze (il dialogo del telegramma) da parte della Compagnia “Gruppo Teatro Studi” di Civitavecchia, composta da Ines Busnego, Marco Babacci, Antonio Tricamo, Simonetta Pirrongelli e Cristiana Pirrongelli. Al termine della rappresentazione, Simonetta Pirrongelli, regista dello spettacolo, ha condiviso con il pubblico l’emozione del primo incontro del “Gruppo Teatro Studi”, riunitosi dopo quarant’anni a Velletri proprio per ricordare il Maestro, con Achille Campanile che in quell’occasione ha mostrato un’umiltà propria solo dei grandi. A sigillare l’atmosfera carica di suggestioni campaniliane è intervenuto, infine, Claudio Maria Micheli, Direttore della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura, per ringraziare tutti i convenuti per la partecipazione e il grande coinvolgimento in un progetto ideato dalla FondArC stessa, in coproduzione con l’Associazione Memoria ’900, e in collaborazione con il Fondo Campanile e il Comune di Velletri, che ha patrocinato l’intera rassegna. Alla conclusione del convegno è succeduta l’apertura della mostra fotografica-documentaria “Umorista sarà lei” curata da Silvio Moretti e Angelo Cannatà, che è stata inaugurata dall’Assessore Luca Masi alla presenza di S. E. mons. Vincenzo Apicella e che sarà aperta fino al 29 ottobre (tutti i giorni dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 16,00 alle 18,30). Prendendo in prestito le parole di Manuale di conversazione, convegno e mostra sono stati «solo l’inizio» per la Rassegna Nazionale “Campaniliana” che, con un principio di alto livello culturale e contributi critici orientati a restituire un Achille Campanile inedito – tutto ciò che l’etichetta di umoristico ha spesso offuscato –, proseguirà nel corso di tutta la settimana con un fitto calendario di eventi, presentazioni, proiezioni e rappresentazioni teatrali dedicate a riscoprire uno dei pilastri, non solo nel campo letterario, del Novecento italiano.              



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